siamo di fronte ad un momento difficile e delicato per il nostro partito. Le recenti elezioni politiche sono andate malissimo. Ma date le premesse era difficile che il risultato elettorale fosse più incoraggiante. Evidentemente non eravamo pronti ed organizzati. Sarebbe lungo adesso commentare questa debacle elettorale. Meglio focalizzare i nostri sforzi per ripartire, cercando di non commettere gli stessi errori.
Noi socialisti dobbiamo renderci conto che ad un paese impoverito e impaurito noi dobbiamo delle risposte fattibili e credibili. Un partito politico serio deve andare incontro alle aspettative delle persone, non rivolgendo proposte politiche ad un paese immaginario.
Gli italiani ci chiedono di risolvere questi problemi: sicurezza, precarietà del lavoro, casa, crisi economica, salari bassi, infrastrutture, inflazione, lentezza burocratica, etc. E noi a questi problemi dobbiamo dare delle soluzioni, non populiste e demagogiche, ma realiste e incisive. Delle soluzioni di sinistra, riformiste, socialiste.
Noi dobbiamo far tornare la politica in Italia e dobbiamo essere soddisfatti della vita democratica del nostro partito. È un bene che al Congresso ci siano più mozioni e che ci sarà un dibattito politico. Spero, che diversamente dal passato, questo non provochi lacerazioni, strappi, rotture.
Io personalmente sosterrò la Mozione 3, quella che propone Riccardo Nencini, segretario nazionale, oltre che per la stima che nutro per diversi firmatari, anche per la chiarezza della strategia politica.
Come ripartire allora? Dobbiamo essere presenti sul territorio e far sentire la nostra voce nelle istituzioni dove siamo rappresentati. Quindi regioni, province, comuni, istituzioni europee. Dobbiamo appoggiarci ai nostri militanti e ai simpatizzanti.
Per quanto riguarda il futuro delle alleanze è giocoforza pensare ad un dialogo con il PD e con tutte le forze della sinistra non massimalista. Credo che nelle prossime elezioni il PD non andrà da solo e dovrà allearsi con noi per sperare di vincere. Nel frattempo dobbiamo organizzare il partito.
Per quanto riguarda il livello locale dobbiamo renderci conto che stiamo creando un nuovo partito, e che sarà necessaria una diversa organizzazione, un diverso modo di rapportarsi con il territorio e con il gruppo consiliare.
Sarà necessaria una maggiore presenza nel dibattito politico locale. Inoltre un profondo rinnovamento e l’ingresso di nuove forze, che andranno ad integrarsi con quelle già esistenti. Un’azione unitaria, dunque, per prepararci al meglio alle future consultazioni comunali.
Scritto da Marco Carbone
venerdì 6 giugno 2008
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