lunedì 18 febbraio 2008

APPELLO AI GIOVANI ELETTORI

Sono più di 9 milioni i giovani che in Italia hanno acquisito per età il diritto di voto dall’inizio degli anni ’90 ad oggi. Un fiume di 9 milioni di ragazze e ragazzi che spesso non hanno affiliazione né affezione politica e che più spesso non vanno a votare o, se lo fanno, lo fanno nella disinformazione totale e brancolando nel buio della propaganda mediatica. Mi rivolgo proprio a questi giovani, che di sicuro costituiscono l’Italia del domani e che quindi meritano di essere adeguatamente rappresentati e di poter vivere in un’Italia dinamica e al passo coi tempi. 1. Innanzitutto, dobbiamo ricordarci che la politica, ci interessi o meno, ci piaccia o meno, ci condiziona nella vita di tutti i giorni: quando vincolo il mio denaro in banca, o quando cerco di attivare un mutuo, o quando esco col motorino e devo mettere il casco, o quando vado al pronto soccorso per un’emergenza, mi piaccia o meno, ho a che fare con la politica. La mia vita è in molteplici casi orientata e influenzata dalle decisioni politiche, che, da un giorno all’altro, ad esempio, possono impedirmi di assumere alcolici dopo le 2 di notte o di fumare nei luoghi pubblici.Per quanto non ci piaccia, quindi, le decisioni vengono prese quotidianamente, e quotidianamente ci condizionano. Detto questo, che fare? Dovremmo forse lasciare ad altri, a sconosciuti o misconosciuti altri, il diritto di decidere per noi? Dovremmo soltanto subirla la politica o, nei limiti delle proprie intenzioni, contribuire a deciderla?Il mezzo che la democrazia, frutto prezioso di cruente battaglie, ci offre è in primo luogo il voto: per cui, si deve andare sempre a votare.2. In secondo luogo, chiediamoci cosa significa votare: vuol dire forse apporre una croce su un nome o su un simbolo, a questo si riduce? No. E’ qualcosa di molto più avvincente e complesso. Per votare bisogna prima di tutto informarsi su quei simboli e su quei nomi su cui in un giorno saremo chiamati a pronunciarci. L’informazione è essenziale, specie oggi in cui siamo bombardati da informazioni e messi in confusione dal nulla del tutto mediatico. Bisogna sapere quali sono i programmi, le idee, le cornici ideali entro cui si iscrive l’azione dei singoli partiti; interrogarci sugli uomini che le portano avanti, sul loro passato, sulle loro competenze; non basta fermarsi al simbolo o al nome, né tanto meno ai numeri. E’ sufficiente solo per non esprimere il proprio parere. E noi dobbiamo esprimere il nostro.3. Terzo quesito: chi votare? Eleggere significa scegliere, e noi dobbiamo scegliere tra le opzioni disponibili quel progetto che più si avvicina all’Italia e al mondo che vogliamo. Dobbiamo ricordarci che anche il nostro voto, pur singolo, conta. Oggi l’Italia vive una fase di rimescolamento degli schieramenti politici: nuovi nomi, nuovi simboli, nuove alleanze, nuovi proclami. Tra le tante proposte, una sola è davvero credibile: è quella del Partito Socialista, e lo è per molte ragioni. Cosa significa socialista? E’ forse solo una sigla nostalgica? Assolutamente no. Quella socialista è l’unica idea in grado di ispirare un vero riformismo di sinistra: le regole, le istituzioni vanno adeguate al presente, gli interessi emergenti vanno tutelati, le situazioni di privilegio abbattute, e per questo è necessario riformare, ridefinire lo Stato e il diritto. Nel farlo non si può non tener conto delle esigenze dei più deboli, della maggioranza, dei contribuenti onesti, delle famiglie e dei giovani precari, di coloro che non chiedono allo Stato solo la conservazione dell’esistente, ma un sostegno reale. Ecco perché definiamo il riformismo buono di sinistra, perché quando opera nel modificare il presente non dimentica i bisogni della maggioranza di cui facciamo parte.Quale partito incarna oggi in Italia tali istanze? Siamo onesti, nessuno, ancora. Né i partiti berlusconiani, che dei piccoli si ricordano solo quando si tratta di votare (e non quando si deve evitare la speculazione dei prezzi, ad esempio), né il Partito democratico, figlio degli interessi del sistema bancario italiano e privo di ideali veri e definiti, all’inseguimento del modello americano e di quello di Berlusconi, contrario ad allearsi coi veri riformisti (socialisti e radicali) e desideroso piuttosto di farli uscire definitivamente dalla scena, vago ed inconcludente nel programma, muto sulle questioni dei diritti civili, affannante sulle questioni etiche. Né il singolo individuo può salvare l’Italia: finiamola di affidarci all’uomo della Provvidenza, che non esiste, e pensiamo di più ai progetti!Il Partito Socialista non rappresenta la casa di vecchi nostalgici rancorosi, ma è espressione di una cultura e di un’idea politica che ha fatto la storia d’Italia e d’Europa, e che raffigura la sinistra in tutti gli altri paesi europei. Non a caso siamo gli unici in Italia a riconoscerci nel programma del PSE. Senza di noi, ci piaccia o meno, l’Italia si sgancerà definitivamente dall’Europa, per imboccare la via nostrana dell’imbroglio e del pasticcio politico; senza di noi, non si potranno affrontare questioni vitali per il Paese (ma politicamente scomode), come la questione della flessibilità protetta del lavoro e della laicità. Siamo una forza politica coraggiosa, piccola ma rappresentativa del reale sentire moderato di gran parte degli italiani. Il problema dell’Italia non sono i piccoli partiti tout court, che potranno comunque crescere, quanto piuttosto i progetti politici distanti dalle basi, incompatibili con la storia italiana e che (facciamoci caso) sono portati avanti da coloro che questo Paese l’hanno governato negli ultimi venti anni. Siamo noi la vera novità nel panorama italiano.Allora pensiamoci seriamente, ed andiamo a votare per un’Italia finalmente moderna.

Scritto da Marco Bellucci

RISPARMIO ENERGETICO: UNA NECESSITÀ, NON UN SOGNO

Il 15 febbraio scorso si è celebrata la Giornata Internazionale del Risparmio Energetico. E’ il quarto anno consecutivo che Caterpillar, il noto programma di Radio2, in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19:30, lancia per il 15 febbraio “M’illumino di meno”, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.A Gubbio l’iniziativa si è ripetuta anche quest’anno, con l’invito del dott. Luca Lombroso, tecnico all’Osservatorio Geofisico dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove si occupa di osservazioni e previsioni metereologiche, e conosciuto dal grande pubblico in quanto esperto scientifico della trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio su Raitre. Il merito dell’iniziativa va soprattutto, oltre che al Comune di Gubbio, alla Confcommercio e alla Confesercenti che vi hanno aderito, all’associazione culturale “mentindipendenti”. L’associazione è nata grazie all’azione autonoma di volenterosi giovani eugubini ed intende promuovere un nuovo modo di concepire e di comunicare la cultura. Da giovani socialisti non possiamo non congratularci con questi ragazzi, che vanno incontro a due importanti esigenze del territorio eugubino, particolarmente care ai più giovani: dare vita ad un’associazione apartitica che sappia comunicare idee, esigenze e speranze giovanili (e non solo), e scuotere l’atmosfera di torpore e apatia intellettuale che troppo spesso attanaglia le realtà di provincia come la nostra. Un’iniziativa come quella di venerdì scorso, inoltre, persegue l’importante obiettivo di sensibilizzare ed educare la cittadinanza alla “vita quotidiana sostenibile”, argomento spesso scomodo per la politica ma essenziale per il proseguimento stesso della vita di tutti.Pubblichiamo, a tal fine, alcuni consigli pratici e a portata di tutti per evitare gli sprechi di energia, così come consigliato nel corso dell’incontro di venerdì. A volte, come in questo caso, bastano due minuti per fare qualcosa di grande!
  1. Spegnere le luci quando non servono;
  2. Spegnere e non lasciare in standby gli apparecchi elettronici;
  3. Sbrinare frequentemente il frigorifero, tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria;
  4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
  5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre;
  6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria;
  7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
  8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni;
  9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni;
  10. Utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

venerdì 8 febbraio 2008

LAICITA’ E DIRITTI CIVILI

NUOVA FGS UMBRIA

TAVOLO REGIONALE

Perugia 8 febbraio 2008

LAICITA’ E DIRITTI CIVILI

I Giovani Socialisti dell’Umbria difendono il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse e qualifica lo Stato quale garante dei diritti e delle libertà individuali ed organizzatore imparziale della pratica delle varie opinioni e religioni in una società democratica.
L’arretramento su questi temi che caratterizza il PD ed il “sonno” della Sinistra radicale come dimostrano le ultime scelte fatte in Parlamento, ci obbliga ad un sereno e fermo pronunciamento di cultura laica, inteso come orientamento propositivo e non meramente difensivo.
La democrazia non può non basarsi su tolleranza, pluralismo, ruolo della legge e libertà.
Per questo i giovani socialisti contrastano ogni tentativo di trasformare i precetti di una fede in leggi dello Stato, senza peraltro misconoscere l’importanza del ruolo e dell’azione sociale e culturale della Chiesa cattolica e della fitta rete del volontariato cattolico in Italia.

A tal fine, i Giovani Socialisti propongono:

  1. L’approvazione di una versione modificata dei DICO che equipari i diritti del convivente a quelli del coniuge in materia di diritti di successione, oltre che in materia di assistenza per malattia e ricovero, decisioni in materia di salute e in caso di morte, permesso di soggiorno, alloggi di edilizia pubblica, contratti di locazione, agevolazioni in materia di lavoro, trattamenti previdenziali e pensionistici;

  2. La revisione della Legge 40 in materia di fecondazione assistita, ai fini della rimozione di impedimenti irragionevoli all’esercizio della ricerca scientifica, come per le cellule staminali, pur ribadendo la necessità di introdurre alcuni limiti all’applicazione dei progressi all’uomo;

  3. Una seria regolamentazione contro l’accanimento terapeutico che sappia coniugare la dignità umana ed il rispetto della vita;

  4. Una legge che introduca la fattispecie di reato di omofobia;

  5. Una legge organica, di attuazione costituzionale, che razionalizzi il diritto d’asilo, prevedendo il riconoscimento di tale diritto anche alle vittime di discriminazione basata sugli orientamenti sessuali;

  6. L’estensione del pagamento dell’ICI agli immobili di proprietà della Chiesa destinati ad uso commerciale, per ragioni in primo luogo di uguaglianza, di concorrenza leale e di equità fiscale;

  7. La liberalizzazione dell’uso della pillola anticoncezionale comunque sotto controllo medico;

  8. La modifica del sistema di assegnazione dei fondi dell’8 per mille, per assicurare che essa risulti sempre frutto di una scelta consapevole del contribuente;

  9. La cessazione dei finanziamenti statali alle scuole private e tra esse anche a quelle confessionali, senza negare la possibilità e l’importanza di servizi privati all’istruzione, come stabilito dalla costituzione all’art. 33 che prevede la possibilità di istituire scuole pubbliche “senza oneri per lo stato”;

  10. La revisione del Concordato nella direzione, tra l’altro, di sottrarre ai Vescovi il controllo delle nomine degli insegnanti di religione nella scuola pubblica;

  11. La modifica della Legge n. 898/1970, con la riduzione del termine per chiedere il divorzio da tre anni ad un anno dalla comparizione dei coniugi per la separazione.